Come funzionano le penalizzazioni nel metodo MADE


Agire è un elemento importante e dopo aver pianificato tutto per bene, chiarito a te stesso perché vuoi raggiungere il tuo obiettivo, è bene passare all’azione.

È questo il momento di attingere a tutto il tuo potenziale con un atteggiamento mentale entusiasta, energico e positivo che ti farà aumentare sicuramente le possibilità di successo.

Dopo aver messo in azione qualche “primo passo” però, per alcuni inizia un periodo di pausa che dà anche loro una falsa illusione, quella di stare ancora ad agire quando in realtà si sono fermati.

Non cadere in questa trappola psicologica.

Come puoi rendere insopportabile il pensiero di restare inattivo?

Come puoi sentirti “costretto” ad agire?

La base della motivazione sappiamo che è fuggire innanzitutto il dolore e se possibile raggiungere il piacere, quindi oltre a gratificarti quando porti a termine le tue azioni più importanti, programma anche come penalizzarti nel caso non ci riesci.

Come puoi farlo?

Un modo ad esempio è dire a tutti i tuoi conoscenti che ti accingi a compiere quella determinata azione che alla fine ti permetterà poi di raggiungere un importante obiettivo.

Ad esempio, pensiamo alla dieta: non è forse vero che ci sentiamo più obbligati a portarla a termine se altre persone che conosciamo sono al corrente del nostro progetto?

Certamente il rovescio della medaglia potrebbe essere l’insorgenza di forti sensi di colpa o imbarazzanti stati di vergogna qualora non riuscissimo nel nostro intento, ma se la fuga dal dolore è una delle più forti leve motivazionali, bisogna approfittarne.

Personalmente ricordo che agli inizi del 2009, avevo detto a tutti i miei amici di aver terminato di scrivere il libro “L’adolescente in psicoanalisi”, ma in realtà avevo scritto solo il sommario con il primo capitolo e con il passare del tempo le loro domande diventavano sempre più frequenti: c’era chi voleva compralo perché gli interessava la psicoanalisi e mi chiedeva costantemente se era uscito, altri volevano solo prenotare una copia con dedica, insomma alla fine o mi decidevo a finirlo oppure conoscendoli, sarei stato preso in giro per almeno un anno e la cosa mi seccava molto.

E’ stato un bell’incentivo, infatti prima della fine dell’anno sono riuscito a consegnare il libro al mio editore.

Ti invito a fare qualcosa di simile, proponiti un buon inizio: scegli con cura quali saranno i tuoi testimoni e una volta deciso vai a scrivere i loro nomi sul foglio del M.A.D.E. sotto la scritta “I miei testimoni”.

I testimoni però servono più che altro a tenerti sulla strada giusta, è essenziale trovare anche un elemento che ti faccia fuggire da un “dolore” vero e proprio.

Ad esempio puoi decidere di “punirti” intestando un assegno a quella persona che a te non è tanto simpatica, dando l’assegno ad un tuo amico che provvederà a recapitarglielo non appena si accorge che il tuo obiettivo non è stato raggiunto.

Oppure puoi decidere se sei tifoso di calcio, di tesserarti con la squadra che odi di più in assoluto o fare una donazione a quell’associazione a favore della caccia se sei un animalista convinto.

Più l’incentivo sarà umiliante, più sarà efficace!

Una volta deciso quale sarà la penalizzazione alla quale andrai incontro, scrivila subito nella sezione M del M.A.D.E. sotto la frase “Come mi penalizzo”.

Alla fine avrai il tuo foglio M.A.D.E. completo in ogni sua parte.

—- fabio pandiscia

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